La Badia

Novembre 2009

La Badia appare al visitatore come una sorta di masseria fortificata, cinta da mura che delimitano non solo l'insieme dei corpi di fabbrica ma anche una vasta area agricola destinata all coltivazione ed ai lavori rustici, oggi in gran parte piantata ad agrumi.

A dispetto del carattere rustico, il complesso accoglie importanti testimonianze storiche, archeologiche, architettoniche ed artistiche che, unicamente al fascino un po' decadente, ne fanno un episodio di grande valore culturale e suggestive bellezza.

L’ampio complesso monumentale comprende la Chiesa di Santa Maria, il cui primo impianto bizantino e’ databile al X-XI secolo; la coeva torre campanaria, tra le piu’ interessanti ed originali dell’Italia Meridionale; la preziosa chiesa di San Filadelfo, ricca di affreschi bizantini del X e XI secolo; le fabbriche del cenobio antico, con un cortile aperto ed un rustico chiostrino di impronta greca.

Per ulteriori notizie sui vari tesori che compongono il complesso di Pattano, leggere sotto. E' possibile anche visualizzare materiale fotografico.

i Tesori della Badia

La Chiesa di Santa Maria – il ‘katolikon’Volta a botte - cappella laterale
Episodio di grande rilievo nel complesso monumentale della Badia di Pattano risulta la Chiesa di Santa Maria. Forte testimonianza della cultura architettonica angioina, il katolikon di Pattano trova un forte parallelo nella più famosa chiesa napoletana di Santa Maria Donnaregina Vecchia: entrambe le strutture per esempio, facevano parte di un monastero bizantino e in entrambe le chiese l’abside presenta una forma poligonale con crociere costolonate. La struttura di Pattano, oggi priva di tetto e con pochissime tracce della decorazione che si pensa dovesse essere estremamente curata, merita ulteriori studi per identificare soprattutto le varie fasi architettoniche che si sono susseguite negli anni. Vi sono per esempio delle cappelle laterali la cui funzione non è stata bene definita ma che presentano interessanti dettagli come volte ad arco acuto (foto).

La Torre CampanariaTorre - secondo livello
La torre campanaria di Pattano si configura tra le più antiche e suggestive dell’Italia Meridionale per l’alto medioevo. A pianta quadrata, la struttura si erge per un’altezza attuale di poco più di 15 metri. La torre è costituita di 5 ordini decorativi, che fanno pensare ad altrettante fasi costruttive. In ogni caso, la varietà delle decorazioni, sia sulle finestre (bifore costolonate, con cornici, foto) sia sulle cornici di demarcazione dei vari livelli, rende la torre dinamica ed estremamente interessante da un punto di vista artistico. Echi delle correnti decorative che permeavano l’ambiente bizantino meridionale e che si ritrovano in alcuni dei vicini più famosi di Pattano: la cattolica di Stilo, in Calabria o la vicina torre di Lustra. Se la torre di Pattano serviva a dimostrare l’importanza ed il potere raggiunto dal monastero nella zona, aveva probabilmente anche una funzione religiosa. È stato ipotizzato, infatti, che la stanzetta presente al livello basso della torre ospitasse il semantron, uno strumento di legno o bronzo che serviva a scandire le ore di preghiera e di lavoro dei monaci, quando ancora le campane non erano divenute di uso corrente.

La Chiesa di San Filadelfo
Teoria dei padri della Chiesa - affresco IX sec Il vero gioiello di Pattano è la cappella di San Filadelfo, sita a pochi passi dagli ambienti principali del complesso. Di fuori, la cappella sembra una masseria di campagna. All’esterno, un grosso albero di gelso dona ombra durante la calura estiva. Tutto attorno, i campi e i corsi d’acqua Badolato e Alento. Una volta entrati, non si può non rimanere colpiti dalla bellezza degli affreschi che decorano le pareti della cappella. La chiesa fu fondata dai monaci italo-greci sulle rovine di edifici di epoca romana imperiali (come dimostrano le murazioni e gli impianti termali lasciati oggi a vista sotto il pavimento di vetro). La struttura ha subito nel corso dei secoli rimaneggiamenti e purtroppo anche danni, soprattutto dopo che la proprietà fu ceduta in commenda e adibita ad uso agricolo dal XV secolo. I ricchi affreschi che si notano sui muri sia dell’abside sia del muro divisorio tra cappella e la zona del parekklesion sia sulla parete della controfacciata, appartengono ad almeno tre fasi decorative distinte, la prima risalente al IX – X secolo, la seconda al XI secolo e la terza al XIV – XV secolo. Una tale continuità dimostra ancora una volta l’importanza raggiunta e mantenuta dal monastero attraverso i secoli e la continuità del culto del santo eponimo che, sebbene conosciuto in un ambito strettamente locale, ha reso tale cappella degna di una tale decorazione.

La Statua di San Filadelfo
Nella cappella del Santo fu anche ritrovata un’enigmatica statua lignea di manifattura alto medievale. La statua, attualmente conservata al Museo Diocesano di Vallo della Lucania, rappresenta senz’altro un monaco bizantino. Ciò è evidente dal mantello di color marrone scuro e lo stile della capigliatura e della barda a punta: tratti caratteristici dei monaci ortodossi anche al giorno d’oggi. La prof. Marina Falla Castelfranchi ha evidenziato la somiglianza della statua con opere d’arte risalenti al periodo ottoniano e in particolare con le figure presenti sul Ciborio della Chiesa di Sant’Ambrogio a Milano. Una somiglianza così forte ha fatto pensare ad ulteriori connessioni che la Badia cilentana aveva intessuto con la Corte di Ottone II e la principessa bizantina Teofano, sua moglie.

Visita Virtuale

Supporto visivo-fotografico

Per effettuare una visita 'virtualè dei vari ambienti del complesso di Pattano, cliccare sulle icone blu sulla mappa qui sotto.

Mappa Abside Campanile Entrata del katolikon Altare - San Filadelfo Abside - San Filadelfo Abside - Laterale Gelso Controfacciata - Vergine
San Filadelfo
  • Santo Taumaturgo
    Si ritiene che Filadelfo sia stato uno degli Hegumeni della Badia. Come tradizione, hegumeni particolarmente importanti o noti per doti miracolose, venivano sepolti e alla loro memoria veniva dedicata una chiesa od una cappella. La funzione taumaturgica del santo eponimo, poco conosciuto al di fuori della zona, è evidente anche attraverso gli affreschi posteriori che lo rappresentano mentre compie diverse guarigioni miracolose.
Cronologia
  • IV - V sec d.c. - l'area è abitata con continuita' sia da comunita' di greci sia di romani.
  • 993 - prima menzione relativa al monastero di Pattano attraverso gli scritti di uno storico del XVIII sec.
  • 1034 - l'hegumeno di Pattano, Elia, è chiamato a presiedere come giudice in una contesa tra due monasteri limitrofi.
  • 1144/1272/1368 - altre menzioni relative agli hegumeni di Pattano a testimonianza della continua importanza del monastero nei secoli.
  • 1458 - in questa data comincia la decadenza del monastero. Una commissione pontificia esamina i monasteri greci del meridione e a Pattano trova una situazione talmente degenerata che il il Papa Paolo III l'anno seguente (1459) la affida in gestione a Cava dei Tirreni.
  • 1499 - la Badia va in commenda alla famiglia Carafa, e nei secoli seguenti, alle famiglie Petrucci, Pignatelli.
  • 1809 - la Badia viene acquistata dalla famiglia Giuliani, dopo l'incameramento dei beni ecclesiastici da parte del Governo Francesce avvenuta nel 1806.
  • 1839 - 1972 - La Badia è lentamente trasformata in azienda agricola, e abitata da varie famiglie di contadini.
  • 1976 - Il prof. Pietro Ebner e l'attuale proprietario, Ing. Luigi Giuliani riescono a salvare la Badia e la chiesa di San Filadelfo dalla speculazione edilizia e avviano i primi lavori di restauro, privatamente.
  • 1998 - dopo i restauri degli anni '80 - '90, viene fondata l'Associazione ONLUS Badia di Pattano e restaurato il 'trappito'.
Lo sapevate che...
Un hegumeno era il monaco che guidava un cenobio o un monastero. Veniva invece detto archimandrita un hegumeno che era a capo di un gruppo di monasteri. Pattano non faceva parte di alcun gruppo e non era alle dipendenze di un archimandrita, al contrario di diversi monasteri limitrofi (per esempio, quelli di Policastro Bussentino)
Per saperne di più ...